Come diventare au pair in Cina

Hello everyone,

Dopo quasi un anno in Italia, a luglio ho fatto la valigia e sono partita di nuovo. Questa volta ho abbandonato l’occidente  e ho deciso di accettare una sfida ancora più grande: la Cina. Grande in tutti i sensi. In questo momento sto scrivendo dal 16esimo piano di un palazzo ad Hangzhou, con una vista pazzesca sulla città. Quello che faccio qui è definito au pairing  ( stesso lavoro che facevo negli States, qui maggiori dettagli)ma in Cina il concetto è leggermente diverso. Se in America l’au pair ricopre il ruolo di live- in nanny, in Cina ricopre quello di tutor di inglese.  Ci sono tantissime cose da dire sulla Cina, sul cibo, sulle persone, sulla vita in generale. Ma andiamo per gradi, come si diventa au pair in Cina?

La prima decisione da prendere è se partire tramite agenzia o in solitaria. Essendo un paese così lontano, sotto tutti i punti di vista, il mio consiglio è quello di affidarvi ad un’agenzia competente che vi aiuti sia prima che durante il soggiorno. (Purtroppo sono stata vittima di una piccola disavventura e non so cosa avrei fatto senza il supporto dell’agenzia). Tramite un gruppo su Facebook sono entrata in contattato con vari ragazzi che si trovavano in Cina  e mi hanno raccontato le loro esperienze.   Sono stata contattata da un oversea rapresentative di un’agenzia che mi ha spiegato dettagliatamente il programma e, dal momento che la mia idea era di partire entro 1 o 2 mesi, dopo un paio di giorni ho iniziato le pratiche. I documenti che vi verranno richiesti sono: certificato di diploma, o laurea, casellario giudiziale, certificato di buona salute e alcune foto.

Prima di iniziare a compilare il profilo online, l’agenzia vi chiederà di fare una videochiamata in inglese con la vostra responsabile. Non serve avere un livello C1 di inglese, ma è importante avere una buona padronanza della lingua. Le famiglie cinesi si aspettano che i propri figli migliorino il loro inglese grazie a voi. Se il vostro livello è buono potete compilare il profilo online, rispondendo alle classiche domande: “perchè vuoi fare l’au pair?”, “che tipo di esperienza hai con i bambini?”, “quali sono i tuoi hobby” ecc. Una volta che il profilo verrà accettato, e tradotto in cinese, sarà visibile alle famiglie.

Se una famiglia è interessata alla vostra candidatura, l’agenzia vi invierà una mail per fissare una videochiamata. Il tutto si fa tramite WeChat (una versione cinese di Whatsapp) e un interprete vi aiuterà a comunicare con la famiglia. Durante le interviste ho notato quanto le famiglie cinesi fossero molto più sbrigative di quelle americane. La mia prima videochiamata è stata solo con il padre, è durata 10 minuti e pochi minuti dopo ho ricevuto “l’offerta” per andare da loro. No way… Credo di aver parlato con 5 o 6 famiglie prima di trovare quella che sarebbe stata la mia prima host family in China. Questa è la fase più importante, prendetevi il vostro tempo perchè la famiglia sarà il vostro punto di riferimento ed è importate che vi sentiate a vostro agio con loro. Le tipologie di famiglie che sono iscritte al programma sono varie, ne parlerò in un post specifico perchè merita davvero un capitolo a parte. Vi lascio con una piccola anticipazione: nella famiglia dove vivo attualmente, oltre un’au pair ( me medesima) hanno 3 domestiche ( con compiti diversi), un autista e una cuoca.

Dopo aver trovato la famiglia giusta, si passa ai documenti importanti. Solo dopo aver fatto il match vi verrà chiesto di inviare il pagamento all’agenzia che provvederà ad inviarvi i documenti necessari per il visto e la prenotazione del biglietto aereo. La questione visto è un po’ particolare. In Cina non esiste un categoria specifica per il programma au pair, di conseguenza le agenzie vi faranno ottenere un visto da studente. Questo è possibile perchè parte del programma da au pair comprende frequentare un corso di cinese, e tramite l’iscrizione alla scuola potrete richiedere il visto.

La richiesta del visto è abbastanza semplice. Se non erro, in Italia ci sono due uffici che rilasciano i visti per la Cina: uno a Milano e uno a Roma. L’agenzia vi invierà tutti i documenti necessari e vi basterà recarvi in uno di questi uffici per fare la domanda. Dopo 4 giorni lavorativi, il mio visto era pronto. In caso non possiate andare di persona, credo esista la possibilità di delegare qualcuno a presentare i documenti ( e ovviamente il vostro PASSAPORTO) al posto vostro. Dopo aver ottenuto il visto, non vi basta che aspettare il giorno della partenza, e mangiare cibo italiano il più possibile.

PS. Stavo dimenticando una cosa molto importante. Quanto tempo si può stare in Cina? La mia agenzia offre varie opzioni. Si parte da un minimo di 6 settimane ( con partenza a maggio, giugno, luglio o gennaio) in cui l’au pair non riceve nessuna paghetta mensile, ad una durata di 3 o 6 mesi, con la possibilità di estendere di fino a 9-12 mesi.

 

 

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