Di ritorno in Italia

Dopo una lunga pausa sono tornata! In tutti i sensi..I’m back in Italy. Sono state settimane impegnative; è stata dura dover impacchettare due anni di vita. Mi ci sono voluti solo due scatoloni da 20kg, due valigie enormi, un carry on e un borsone. I made it!

Non è passata nemmeno una settimana da quando sono rientrata ma ho già stilato mentalmente la lista delle cose che più mi stanno mancando, o quei piccoli gesti che erano ormai entrati nella mia routine quotidiana.

La colazione1011381686_9407c94373_b.jpgMi viene da piangere solo a guardare questa foto. Chiunque sia venuto a trovarmi è stato portato in questo paradiso della colazione, IHOP. Sono giorni che faccio colazione con latte e cereali ma dopo 5 minuti il mio stomaco reclama cibo. Mi sono portata due barattoloni di burro d’arachidi, almeno quello.

Acqua gratis al ristorante.                                                                                                  

La parola refill dice niente? Sto iniziando a rimpiangere il cameriere che fastidiosamente mi riempiva il bicchiere dell’acqua non appena bevessi più di due sorsi. Quì invecequando chiedi dell’acqua ti portano la bottiglia di vetro tutta carina, e tu hai sete e allora ne chiedi una, due, tre e alla fine il conto cresce.

Conti separati

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Rimanendo in tema ristorante, una procedura che credo dovrebbero adottare anche qui è la divisione del conto. Come diremmo noi, alla romana. Ma gli americani lo fanno in modo molto più professional. Si possono richiedere conti separati e ognuno degli ospiti al tavolo ha il proprio scontrino con la somma da pagare. Senza dover stare a raccogliere i soldi di tutti e litigare sui centesimini.

Uso della carta di credito

Perchè usiamo ancora così tanto i contanti? Pagare con la carta è così comodo. Ho avuto il mio primo intoppo appena atterrata a Milano Linate. Non avevo 2euro di spiccioli per pagare il carello porta valigie.

NO al superfluo

Avreste dovuto vedere la faccia inorridita di mia mamma quando le ho detto che non doveva stirare i miei vestiti perchè per due anni non l’ho fatto e ho vissuto lo stesso. Oppure quando a pranzo non volevo mettere la tovaglia ma semplicemente appoggiare il piatto sul tavolo e mangiare ( tutto nello stesso piatto ovviamente). Povera mamma..

La guida lenta e macchine super accessoriate

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E qui invece dovreste vedere la faccia del mio fidanzato che per 3 ore in autostrada si è sentito dire ” vai pianoooo”. Per quanto i californiani siano dei pazzi alla guida, il limite nelle strade era 50km\h ed è stata la mia velocità massima per due anni. Quando la lineetta supera i 51km\h mi sembra di volare. Ammetto di aver avuto la fortuna di guidare macchine con mille accessori, telecamere frontali, laterali, spaziali, accensione automatica, sportelli che si aprono al solo tocco della mano. Ieri cercavo di guidare la mia macchinina italiana ma non partiva..non avevo inserito la chiave.

Frutta e verdura tutto l’anno

Frasi come ” non è il periodo” non sono presenti nel vocabolario americano. Si trova tutto e tutto l’anno. In generale mi mancheranno dei sapori che non credo di ritrovare qua. Avocado e mango in primis. Non chiedo tanto..almeno una fragolina.

Gentilezza nei negozi

Avevo già spiegato qui come il cliente venga sempre trattato in modo impeccabile. Non voglio dire che i commessi italiani siano antipatici ma il senso di calore che ti emanano negli store americani è imparagonabile. Per non parlare poi della possibilità di riportare in negozio tutto ciò che non vogliamo più e riavere i soldi direttamente sulla carta. Ho già provato a farlo qui ma non è andata molto bene…

Sicuramente mi verranno in mente altre cose col tempo. Devo ancora riprendermi dal fuso orario e dallo stress post partenza\arrivo; dormo poco di notte e di giorno sono uno zombie che cammina. Sto scrivendo un articolo un po’ più serio, su quanto sia difficile il ritorno a casa, abituarsi di nuovo nel tuo paese che tanto tuo non sembra più…ma ancora devo schiarirmi le idee.

A presto! 🙂

 

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